Finocchio selvatico

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Il finocchio selvatico non si coltiva, è una pianta aromatica spontanea tipica dei climi mediterranei, particolarmente diffusa lungo le zone costiere. E’ sufficiente una passeggiatina nei campi o lungo le strade – non troppo trafficate! –  per raccoglierne a volontà.

Asporta le “barbe” o foglie e utilizzale fresche. Oppure taglia le ombrelle di piccoli fiori gialli. Le foglie tenere si raccolgono in primavera, mentre i fiori si “aprono” a luglio. Li puoi usare freschi oppure lasciarli essiccare. Se li vuoi seccare devi legarli a mazzetti e lasciali all’aperto, lontano dai raggi diretti del sole. Infine batti i fiori delicatamente per raccogliere i frutti maturi.

In cucina si usano sia i fiori freschi che le foglie: i getti giovani e le foglie fresche sono indicate per aromatizzare le insalate, il pesce, ma anche le salse e gli aceti aromatici. Il finocchietto è particolarmente utilizzato nella cucina tradizionale: nella porchetta, per conservare le olive sotto sale, nella norcineria e nelle cotture con il pesce azzurro. In Sicilia l’utilizzo più noto è nella pasta con le sarde. Gli antichi romani lo utilizzavano secco per la conservazione degli alimenti: i fichi secchi, le olive e la sapa (o saba, è il mosto cotto).

Un trucco: quando non trovi il finocchio selvatico puoi utilizzare le barbe di un normale finocchio. Il gusto è meno aromatico ma il risultato finale è più che accettabile.

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