Ortica

foto-ort21Non è necessario coltivare le ortiche, lo sa bene chiunque cammini in un prato! E’ una pianta decisamente fastidiosa, irritante – nel vero senso delle parola – e abbondante, un infestante dei campi e dei giardini che, se tagliata, rivegeta immediatamente.
Ma non bisogna fermarsi mai alla prima impressione. In realtà è pianta benefica, un anello fondamentale dell’agricoltura biologica poiché arricchisce il terreno dove cresce, fa prosperare le piante vicine e rende più profumate le erbe aromatiche dell’orto. Non solo: se un cespo di ortiche viene aggiunto al cumulo del concime ne accelera la maturazione.
E in cucina è una delizia, la cosa che più ci interessa!

L’ortica cresce in tutto il mondo, meglio nei paesi a clima mite e si raccolglie in primavera perché i getti giovani e freschi sono i migliori in cucina, in quanto più teneri. Oppure nei campi in autunno quando, dopo il taglio del fieno, crescono i nuovi getti. Sia il fusto sia le foglie sono ricoperte da una fitta peluria che contiene il liquido caustico, è quindi necessario munirsi di forbici e guanti per raccogliere l’ortica senza danni collaterali. E’ bene sapere che l’ortica perde spontaneamente la sua azione urticante già dopo qualche ora dalla raccolta. E’ anche sufficiente tuffarla in acqua bollente per 2 minuti.

Le ortiche si lessano come fossero spinaci o erbette. Si lavano in acqua fresca corrente e si sbollentano per 2 minuti con la sola acqua dell’ultimo risciacquo. Infine si strizzano e il gioco è fatto.
E’ sufficiente aggiungerle a una minestra o cuocerle con il riso oppure impastarle con patate e farina per ottenere gli gnocchi verdi. Perfette per realizzare frittate delicate e saporite. Come pure, messe in infusione con qualche foglia di menta, sono ideali per una tisana dopopasto.

No comments yet.

Leave a Reply